Le quattro Fondazioni Antiusura della Puglia, – Fondazione San Nicola e Santi Medici di Bari, Fondazione Buon Samaritano di Foggia, Fondazione San Giuseppe Lavoratore di Lecce e Fondazione Mons. Vito De Grisantis di Tricase -, e le 19 Caritas della Puglia, condividono la grande preoccupazione della Consulta Nazionale Antiusura San Giovanni Paolo II per l’ennesima scelta di introdurre un nuovo gioco d’azzardo “Win for Italia Team”, trasformando ancora una volta la fragilità dei cittadini in una fonte di entrate.
È inaccettabile che, di fronte a un’emergenza sociale ormai conclamata, le istituzioni continuino a considerare l’azzardo come una leva fiscale, ignorando deliberatamente le conseguenze devastanti che questo sistema produce nelle famiglie italiane. Ancora più grave è associare un nuovo gioco d’azzardo all’evento sportivo per eccellenza come le Olimpiadi. Lo sport dovrebbe rappresentare vero divertimento e svago che mette al centro l’impegno individuale e di squadra nel rispetto delle regole e dell’altro, per una crescita personale e collettiva. L’azzardo non ha nulla di tutto questo. Legare il mondo olimpico a un meccanismo che genera povertà significa macchiare un ambito che dovrebbe invece educare, ispirare e dare speranza.
L’emergenza in numeri: tra indebitamento e disperazione
In Italia il gioco d’azzardo ha raggiunto dimensioni allarmanti: la raccolta nazionale ha superato i 157 miliardi di euro, con perdite per i cittadini vicine ai 23 miliardi. Numeri che raccontano un fenomeno trasversale, che compromette anziani, giovani (anche molti minori di età), studenti e le loro famiglie.
L’azzardo è oggi una delle principali cause di indebitamento, e troppo spesso l’indebitamento sfocia nell’usura, come dimostrano gli ascolti in costante aumento presso le Fondazioni antiusura, dove ogni giorno arrivano persone che hanno perso tutto: risparmi, relazioni, fiducia, dignità.
Quando lo Stato continua a utilizzare l’azzardo come leva fiscale, i cittadini pagano un prezzo altissimo in termini economici, psicologici e sociali. È una contraddizione che non può più essere ignorata: da un lato si parla di prevenzione dell’azzardopatia o si promuove il cosiddetto gioco responsabile, dall’altro si moltiplicano le offerte di giochi che alimentano dipendenza, povertà e disperazione.
La richiesta al Governo: proteggere la dignità delle persone
In un momento in cui migliaia di famiglie sono in difficoltà, il Paese avrebbe bisogno di tutt’altro: educazione finanziaria, percorsi di prevenzione dell’indebitamento, strumenti per un accesso al credito più efficaci, politiche di tutela dei più vulnerabili. Non di un nuovo gioco che rischia di diventare l’ennesima porta d’ingresso verso la rovina economica e psicologica.
Le quattro Fondazioni della Puglia condividono, insieme alla Consulta Nazionale Antiusura San Giovanni Paolo II l’ennesimo appello chiaro al Governo: faccia un gesto che risponda al vero spirito delle Olimpiadi rispettando la tregua olimpica, ritirando questa misura. Fermare l’ennesimo gioco d’azzardo significa proteggere le famiglie, difendere la dignità delle persone, restituire allo sport il valore che merita.
https://fondazionedegrisantis.it/wp-content/uploads/2025/12/shutterstock_516822889.jpg7881182wf3ub2aphttp://fondazionedegrisantis.it/wp-content/uploads/2021/04/LOGO-FDG-new-300x138.pngwf3ub2ap2025-12-27 11:43:302025-12-27 11:45:15“Win for Italia Team”: la Consulta Antiusura San Giovanni Paolo II esprime grande preoccupazione
La finanza etica rappresenta un percorso di crescita e di responsabilità sociale, orientato a ridurre le disuguaglianze e contrastare la povertà attraverso un accesso equo e consapevole al credito.
Nei giorni scorsi, a Cagliari, si è svolta l’Annuale Conferenza 2025 dell’European Microfinance Network (EMN), uno degli appuntamenti internazionali più rilevanti dedicati alla microfinanza, all’inclusione sociale e allo sviluppo sostenibile.
Alla conferenza ha partecipato anche la Fondazione Mons Vito De Grisantis, ente associato ad EMN e braccio operativo della Caritas diocesana di Ugento – Santa Maria di Leuca, portando la propria esperienza nel campo del microcredito e delle politiche sociali di prossimità.
L’evento ha riunito esperti, istituzioni e organizzazioni da tutto il mondo per riflettere su come la microfinanza possa diventare un motore di coesione, innovazione e sviluppo locale, con un’attenzione particolare alle aree più fragili e alle nuove forme di povertà che attraversano le comunità europee.
La Fondazione De Grisantis è parte di RITMI – Rete Italiana Microfinanza, che insieme a CoopFin ha curato l’organizzazione della conferenza, ponendo al centro del dibattito temi cruciali per il futuro delle persone, dei territori e dell’economia sociale.
Il microcredito e le Aree fragili in Europa
“In Italia, una pluralità di organizzazioni – istituzioni finanziarie specializzate, cooperative di credito, fondazioni e associazioni – operano in modo permanente per ridurre l’esclusione finanziaria di imprese e persone considerate non bancabili. Tuttavia, per molteplici ragioni di ordine normativo e finanziario, la dimensione del microcredito rimane modesta e sproporzionata rispetto ai bisogni reali dei territori.”
Con queste parole Giampietro Pizzo, presidente di RITMI, ha sottolineato come il microcredito – riscoperto e valorizzato a partire dal 2008, con l’acuirsi delle disuguaglianze e della povertà in Europa – possa rappresentare una risposta concreta alle difficoltà delle aree interne.
“Aiutare gli esclusi rimane un punto fermo per chi opera nella finanza sociale ed etica. Ma questo approccio non basta più: i temi della povertà e dell’esclusione sociale e finanziaria sono sempre più legati alla ricerca di nuovi modelli di sviluppo economico territoriale. È questo il caso delle aree interne, quei territori italiani ed europei che rischiano la desertificazione demografica ed economica.”
Una povertà estesa e “nuova”: gli occhi puntati sulle aree interne
Negli ultimi dieci anni le aree interne italiane hanno vissuto un calo demografico evidente e drammatico, più accentuato nelle zone periferiche. Un fenomeno dovuto all’invecchiamento della popolazione, alla denatalità e alle migrazioni economiche dei giovani, che spesso scelgono le città – anche fuori dal continente – alla ricerca di migliori opportunità professionali e di vita.
Oggi, queste aree comprendono circa 4.000 Comuni, dove vivono ancora 13 milioni di persone. Solo nel 2023 hanno perso oltre 32.000 abitanti, un ritmo di spopolamento più che doppio rispetto alla media nazionale: una tendenza che rischia di diventare strutturale e irreversibile.
“Le organizzazioni di microfinanza e gli operatori di microcredito hanno la capacità e l’esperienza per intercettare questa domanda, accompagnando microimprese, lavoratori autonomi e piccole realtà cooperative a restare o ritornare nei territori. Possono farlo lavorando insieme a molti altri attori locali, nazionali e internazionali”, ha concluso Pizzo.
L’EMN e il quadro (non rassicurante) per il futuro
La Conferenza 2025 dell’EMN ha posto al centro del dibattito il ruolo della microfinanza come leva concreta per la giustizia sociale, l’inclusione e lo sviluppo sostenibile, in modo particolare a servizio dei territori fragili in Europa.
Ad aprire i lavori è stata Laure Coussirat Coustère, presidente di EMN, che ha sottolineato come la scelta della Sardegna non sia stata casuale: una terra ricca di storia, ma anche una delle regioni economicamente più fragili d’Europa. “Il microcredito può cambiare le vite”, ha ricordato, citando la storia del primo imprenditore serbo a cui concesse un piccolo prestito per avviare un’impresa edile in Francia attraverso “Adie”.
Carla Della Volpe, presidente di CoopFin ha evidenziato che organizzare la conferenza nel Sud d’Italia è stata una scelta simbolica e politica: “La disuguaglianza nell’accesso al credito è una minaccia per la democrazia. La finanza sostenibile è uno strumento essenziale per realizzare gli obiettivi dell’Agenda 2030. Non può esserci sviluppo senza giustizia sociale e senza pace.”
Durante i lavori è emerso un messaggio chiaro: l’accesso alle risorse finanziarie resta una barriera, in particolare per le donne, ma la microfinanza può offrire percorsi di autonomia e rinascita. Lo ha ricordato Dubravka, sottolineando il valore delle iniziative già in corso per sostenere l’imprenditorialità femminile.
Mons. Andrea Salvatore Buturi, intervenendo come segretario della CEI, ha richiamato le parole di Papa Francesco sull’urgenza di “trasformare i segni dei tempi in segni di speranza”, e ha presentato l’iniziativa “Mi Fido di Noi”, azione di Microcredito Sociale a favore di famiglie in difficoltà economica temporanea. Il microcredito – ha spiegato – “è un gesto di fiducia che nasce dalle relazioni: la parola credito significa fiducia, e la fiducia nasce nei legami umani.”
La Presidentessa della Regione Autonoma della Sardegna, Alessandra Todde, ha infine richiamato l’antica pratica sarda della “saparadura”, con cui i pastori ricostituivano il gregge di chi lo aveva perso: “La microfinanza è la versione moderna di quello spirito di solidarietà. È una leva per l’inclusione, ma anche un atto di giustizia.”
Il vicedirettore della Banca di Sviluppo del Consiglio d’Europa-CEB, Tomas Bocek, ha ribadito che la microfinanza è ormai un pilastro delle politiche sociali europee, capace di restituire dignità e opportunità a chi desidera ricominciare.
Dalle parole dei relatori è emersa una convinzione condivisa: la finanza, quando è etica e di prossimità, può essere un potente strumento di pace, coesione e speranza. Inoltre è stato avviato da parte della CEB una ricerca per verificare l’impatto sociale del Microcredito sui territori fragili. Infatti è stata incaricata la “M-Pensa Impact Development Services” del Prof. Davide Castellani che sta sviluppando una metodologia comune per misurare l’impatto sociale del microcredito sui vari territori.
La Fondazione De Grisantis, con il presidente don Antonio Morciano e una delegazione, ha preso parte ai panel e ai laboratori della conferenza, cogliendo l’occasione per costruire relazioni, scambiare esperienze e rafforzare legami con realtà impegnate nella promozione della microfinanza e dell’inclusione sociale.
Essere presenti ha significato non solo condividere buone pratiche, ma anche riflettere su strategie concrete per affrontare un contesto sociale sempre più complesso, in cui le periferie – urbane e umane rischiano di diventare il riflesso di politiche europee orientate a ridurre gli investimenti nel welfare a favore della difesa.
Uno scenario che rischia di oscurare la centralità degli ultimi e dei più vulnerabili, lasciando in ombra quelle povertà nuove, mutevoli e spesso invisibili che attraversano le nostre comunità.
Oggi, infatti, la povertà non si manifesta più soltanto nella mancanza materiale, ma anche nell’isolamento, nella fragilità relazionale e nella perdita di fiducia e prospettiva. In questo contesto, l’esperienza della Fondazione De Grisantis si pone come testimonianza viva di una presenza che ascolta, accompagna e costruisce fiducia, restituendo speranza e dignità là dove sembrano venire meno.
https://fondazionedegrisantis.it/wp-content/uploads/2025/10/EMNC2025-website.png.webp10001300wf3ub2aphttp://fondazionedegrisantis.it/wp-content/uploads/2021/04/LOGO-FDG-new-300x138.pngwf3ub2ap2025-10-25 10:56:392025-10-30 07:42:42Partecipare per esserci e per costruire il bene collettivo contro le disuguaglianze e le marginalità
“C’è un passaggio, in un documento ministeriale, a pagina 45 del nuovo Piano Strategico Nazionale delle Aree Interne 2021-2027 (PSNAI) che parla di “accompagnamento in un percorso di spopolamento irreversibile” in quanto “queste aree non possono porsi alcun obiettivo di inversione di tendenza ma nemmeno essere abbandonate a sé stesse. Hanno bisogno di un piano mirato che le accompagni in un percorso di cronicizzato declino e invecchiamento”.
Quella che appare una resa incondizionata interessa oltre 4.000 comuni italiani lontani dai centri. A pochi mesi dalla sua scomparsa, fa eco la voce di papa Francesco che il 20 gennaio 2024, ricevendo l’Associazione per la Sussidiarietà e la Modernizzazione degli Enti Locali, ha tra l’altro affermato: “I piccoli Comuni, soprattutto quelli che fanno parte delle cosiddette Aree interne, e che sono la maggior parte, sono spesso trascurati e si trovano in condizione di marginalità. I cittadini che li abitano, una porzione significativa della popolazione, scontano divari importanti in termini di opportunità, e questo resta una fonte di disuguaglianza” sottolineando con forza come sia “necessario partire dalle periferie”. Una di queste periferie si trova nel profondo sud del meridione, nel Capo di Leuca, in provincia di Lecce.
Microcredito e sviluppo locale. Area Interna Sud Salento
Convegno a Tricase. Istituzioni, accademia e terzo settore a confronto per immaginare nuovi modelli economici e sociali nei territori marginali
Don Lucio Ciardo, Direttore Caritas diocesana, e le studentesse di Lione.
Il 28 luglio a Tricase, presso la Sala del Trono di Palazzo Gallone, si è svolto il convegno ”Microcredito e sviluppo locale: nuove opportunità per l’imprenditoria nelle Aree Interne del Sud”. L’incontro ha posto al centro del dibattito il ruolo del microcredito, della microimpresa e della “restanza” giovanile come strumenti concreti per contrastare lo spopolamento e promuovere sviluppo nei territori periferici.
L’iniziativa è stata organizzata dalla diocesi di Ugento-S. Maria di Leuca, dalla fondazione Mons. Vito De Grisantis ONLUS, braccio operativo della Caritas di Ugento-S. Maria di Leuca e dalla Rete Italiana di Microfinanza (RITMI), con il supporto del Microfinance Centre e del programma europeo SIFTA – Social Inclusive Finance Technical Assistance.
Studiosi, rappresentanti istituzionali, imprenditori e attori del Terzo settore si sono confrontati sull’importanza di un approccio integrato allo sviluppo locale, tra politiche pubbliche e iniziative dal basso, rimarcando la necessità di un reale confronto, tra istituzioni, terzo settore e parti sociali per avviare progettazioni condivise.
Lo studio dell’Associazione Studentesca della Scuola di Economia di Lione sull’impatto della fondazione De Grisantis
Uno dei momenti centrali è stato la presentazione dello studio d’impatto sociale realizzato da cinque studentesse della Scuola di Economia di Lione, membri dell’associazione Noise Lyon. La ricerca, condotta su 20 delle 90 microimprese, nate tra il 2012 e il 2024 grazie al sostegno della fondazione De Grisantis, ha evidenziato un alto livello di soddisfazione tra i beneficiari, che hanno sottolineato il valore dell’accompagnamento ricevuto.
Non è emerso un profilo “tipo” di imprenditore, a conferma della natura inclusiva del microcredito promosso dalla Fondazione e nessuna prevaricazione di genere. Tuttavia, lo studio ha anche segnalato una criticità significativa: la mancanza di un accompagnamento nel tempo delle piccole imprese, suggerendo una strutturazione più solida del supporto post-avvio, programmi di formazione dedicati e lo sviluppo di nuovi canali di comunicazione.
Tavola rotonda. Lavoro, impresa e restanza
Un momento della tavola rotonda.
Nel corso del pomeriggio si è svolta una tavola rotonda sul tema “Lavoro e imprese nelle aree interne per la restanza dei giovani”, moderata dalla prof.ssa Ada Manfreda (Unipegaso–EspérO). Sono intervenuti rappresentanti di enti locali, mondo imprenditoriale e associazioni, tra cui Giacomo Cazzato (Presidente Area Interna Sud-Salento), Vito Genco (Mestieri Puglia), Gianluca Budano (ARPAL Puglia), don Lucio Ciardo (Fondazione De Grisantis), Antonio Ciriolo (GAL Capo di Leuca), Pantaleo Greco (Ordine dei Commercialisti di Lecce), Ada Chirizzi (CISL Lecce-Fondazione di Comunità del Salento) e Raffaele Santoro (ACLI Lecce).
Il confronto ha evidenziato problematiche strutturali legate al lavoro: nei territori interni mancano competenze specifiche e al tempo stesso forza lavoro generica. Intanto, i giovani continuano a lasciare questi territori, spesso senza fare ritorno. Tra le risposte più recenti, l’iniziativa del Camper del Lavoro di ARPAL Puglia, che mira a portare servizi di orientamento e collocamento nelle aree non coperte dai centri per l’impiego. Inoltre è stato evidenziato, da parte del terzo settore, delle parti sociali presenti e del mondo giovanile, la mancanza di coinvolgimento nella programmazione degli interventi nell’Area interna Sud Salento, auspicando che ciò avvenga nella nuova programmazione, per un maggiore sviluppo di servizi reali che facciano crescere il territorio affinché le nuove generazioni si sentano protagoniste.
Gli interventi del convegno
Il convegno ha dato spazio a numerosi interventi, dopo i saluti istituzionali del Sindaco di Tricase, Antonio De Donno e di mons. Vito Angiuli, Vescovo di Ugento – Santa Maria di Leuca, che ha richiamato prima di tutto a un cambiamento culturale, necessario per uno sviluppo complessivo di tutta l’area, a lavorare per superare la logica del campanilismo che molto spesso va a discapito del Bene Comune: prof. Leonardo Becchetti (Tor Vergata), dott. Mario Vadrucci (Camera di Commercio di Lecce), dott. Sergio Stamerra (BPP), dott. Andrea Gaetani (PerMicro), dott. Giampietro Pizzo (Presidente RITMI), avv. Michele Sperti (ANCI Puglia), don Antonio Morciano (Fondazione Mons. De Grisantis), dott. Luciano De Francesco (DFV), prof. Salvatore Colazzo (Università Mercatorum).
Lo stimolo emerso con forza nel dibattito riguarda la necessità di cambiare prospettiva. Il problema di molte aree interne è anzitutto una questione di visione: serve la capacità collettiva di leggere gli ostacoli, comprenderne le cause profonde e attivare risposte innovative.
Il pubblico al convegno di Tricase.
I dati sulle migrazioni – sia verso l’estero che all’interno del Paese – ci pongono davanti a un fenomeno strutturale. Oltre un milione di persone hanno lasciato l’Italia nell’ultimo decennio, e meno della metà è rientrata. Tra questi, molti sono giovani laureati, un capitale umano prezioso che troppo spesso trova altrove le opportunità che il territorio non offre. Così le aree interne, al nord come al sud, perdono sistematicamente popolazione, competenze e capacità di visione.
È urgente ricostruire la coesione sociale e la capacità di essere comunità. Non basta la vivacità imprenditoriale se non si traduce in impatto occupazionale significativo. Occorre immaginare modelli di sviluppo nuovi, diversificati, che puntino su una differenziazione delle catene del valore. Agricoltura, artigianato e filiere locali possono costituire un asse portante alternativo al turismo (settore talvolta troppo instabile), capace di generare economia, valorizzare saperi locali e produrre nuovi legami territoriali.
Il microcredito ci dimostra come l’inclusione finanziaria possa diventare uno strumento cruciale per sostenere lo sviluppo locale: mettere in rete banche, cooperative, istituzioni di microfinanza, confidi e terzo settore, per rispondere in modo coordinato ai bisogni del territorio, ma anche per favorire il ritorno dei giovani. Misure fiscali agevolate, incentivi all’insediamento nelle aree interne, luoghi di produzione del sapere decentralizzati possono essere alcuni strumenti da sperimentare per costruire l’attrattività del territorio. Perché, come ha ricordato a più riprese il dott. Giampietro Pizzo, senza una popolazione insediata, non ci sarà economia, né futuro.
I giovani si allontanano dalle aree interne non solo per cercare lavoro, ma anche stimoli, relazioni, opportunità. Sta a noi – come territori – creare le condizioni affinché restare o tornare diventi una scelta possibile e desiderabile. Leggere in modo critico le difficoltà può diventare il primo passo per ripensare profondamente i modelli di sviluppo locale e costruire un progetto collettivo capace di futuro.
Conclusioni. Un patto per il territorio
In particolare, è emersa con forza l’importanza del microcredito come strumento di inclusione economica per soggetti non bancabili, e della microimpresa come presidio di sviluppo. Ma la questione non si riduce solo ai fabbisogni economici: riguarda la capacità di visione dei cittadini, il desiderio di partecipare, le possibilità di immaginare un futuro diverso per sé e per la propria comunità. Come ha ricordato il prof. Salvatore Colazzo nelle sue conclusioni, “serve immaginazione collettiva e resistenza, ma anche volontà di rilancio, per generare un cambiamento evolutivo”. Lo sviluppo locale non è solo una questione locale. È una questione europea, nazionale, provinciale e infine locale. Le politiche locali devono incontrare le politiche nazionali e europee, armonizzarsi e coordinarsi per dare forma a una visione condivisa. La politica è, in questo senso, prima di tutto visione, non semplice amministrazione. È impegno collettivo per un progetto comune. Il messaggio che resta è chiaro: immaginare un futuro di crescita nei luoghi marginali èpossibile. Ma ciò richiede visione, continuità e un’idea di comunità centrata sulla persona. È questo lo spirito con cui nacque la fondazione Mons. Vito De Grisantis, fondata dal vescovo, mons. Vito Angiuli, accogliendo le ultime volontà del suo predecessore, mons. Vito De Grisantis, vescovo che fece della solidarietà concreta e del sostegno al lavoro una scelta di campo, convinto che nessuno dovesse restare indietro.
Ascolta gli interventi nella loro forma integrale:
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🕓 16:00
Studiosi, imprese, terzo settore e istituzioni pubbliche si confrontano su: Lavoro e imprese nelle aree interne per la restanza dei giovani.
Intervengono:
• Dott. Giacomo Cazzato, Presidente dell’Area Interna Sud-Salento
• Avv. Loredana Capone, Presidente del Consiglio Regionale Puglia
• Dott. Vito Genco, Pres. Mestieri Puglia
• Don Lucio Ciardo, Segr. Fondazione de Grisantis
• Dott. Gianluca Budano, Direttore Arpal Puglia
• Dott. Antonio Ciriolo, Presidente GAL Capo di Leuca
• Dott. Pantaleo Greco, Consigliere Ordine dei Dottori Commercialisti della Provincia di Lecce
• Dott.ssa Ada Chirizzi, Segretaria Generale Provinciale CISL – Lecce e Presidente Fondazione di Comunità del Salento
• Dott. Raffaele Santoro, Pres. Provinciali ACLI Lecce
☕ 17:45 – Coffee Break
🕔 18:00 Microcredito e sviluppo locale
Nuove opportunità per l’imprenditoria nelle aree interne del Sud
👋 Saluti iniziali:
• Dott. Antonio De Donno – Sindaco di Tricase
• Mons. Vito Angiuli – Vescovo della Diocesi di Ugento-S. Maria di Leuca
🎤 Interventi:
• La funzione dell’Economia civile in un’area marginale
Prof. Leonardo Becchetti – Università Tor Vergata Roma, Co-fondatore di Next, Eye on Buy e Gioosto
• Gli interventi regionali a servizio della restanza dei giovani
Dott. Sebastiano Leo – Assessore Formazione e Lavoro Regione Puglia
• La realtà imprenditoriale del Sud-Salento
Dott. Mario Vadrucci – Presidente CCIAA di Lecce
• L’impatto socio-economico del microcredito della Fondazione De Grisantis
Sintesi dello studio d’impatto realizzato dall’Associazione Studentesca-Scuola di Economia dell’Università di Lione, Noise Lyon
• Il ruolo dell’Istituto Bancario a servizio dell’impresa-giovane su territori marginali
Dott. Mauro Buscicchio – Direttore Generale BPP
• Microcredito e impatto sul territorio
Dott. Andrea Gaetani – Area Manager Sud, PerMicro
💼 19:30 Microfinanza e impresa
Dott. Giampietro Pizzo – Presidente RITMI
• L’azione dei Comuni a rischio di spopolamento a favore delle generazioni future
Avv. Michele Sperti – Vicario Anci Puglia e Componente Conferenza Stato-Città
• L’impegno della Fondazione De Grisantis sul territorio salentino
Don Antonio Morciano – Presidente Fondazione De Grisantis
• Testimonianza di un ritorno nel proprio territorio
Dott. Luciano De Francesco – AD della DFV
• Il valore socio-educativo delle azioni di microfinanza
Prof. Salvatore Colazzo – Universitas Mercatorum Roma
🗣 20:30 – Conclusioni
🍽️ 21:00 – Cena conviviale
🌄 Aree interne e creazione di impresa per il contrasto allo spopolamento Il ruolo del microcredito nello sviluppo dell’ecosistema imprenditoriale nel Sud Italia
La Diocesi di Ugento-S. Maria di Leuca, la Fondazione Mons. Vito De Grisantis e RITMI – Rete Italiana Microfinanza presentano un workshop pubblico dedicato alle sfide e alle opportunità delle aree interne del Sud Italia.
✨ Un evento pensato per esplorare:
Le strategie di sviluppo locale e la nascita di nuove imprese
Il microcredito come leva per l’innovazione sociale ed economica
Soluzioni concrete per favorire la #restanza dei giovani nel territorio
Interverranno studiosi, istituzioni, imprenditori e protagonisti del terzo settore, per condividere esperienze e buone pratiche.
🤝 Un’occasione di dialogo tra politiche pubbliche e iniziative dal basso, per costruire insieme nuovi modelli di sviluppo sostenibile nelle aree interne.
Unisciti a noi per immaginare il futuro delle aree interne, mettendo al centro giovani, comunità e innovazione!
Evento gratuito previa iscrizione.
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